Leggendo l’ennesimo articolo su Twitter sono stato colto da un senso di malinconia profonda. Sarà certamente colpa dell’età. Sicuramente. Mi sento come mio zio che raccontava della prigionia in Russia. Oppure come i reduci partigiani che confabulano nel bar di Armandino. Sono circondato: mp3, divx, jpeg, sms, mms, mpeg4. E ancora, Ipod, Psp, palmarini vari. Dio…una intera esistenza a bassa risoluzione. Una copia portatile della nostra vita, emozioni da taschino. Si è vero! Mi sto trasformando in un demente nostalgico. Nostalgico per i suoni pieni e profondi, nostalgico per i colori vive ed emozionanti. Si è vero! Mi manca la profondità di campo. Accumuliamo segnali digitali, voraci, bulimici. Gonfi di suoni approssimativi, immagini imprecise. Ma ci accontentiamo. Ieri ho assaggiato il profumo dei miei vecchi vinili (questa copertina è divina). Ho goduto su i suoni rotondi di Modern dance dei Pere Ubu. Sono vecchio? Questa vita a bassa risoluzione comincia ad annoiarmi. Tutto è veloce, ipercinetico. Ci illudiamo di far parte del mondo. Ci abbuffiamo di informazioni per poi vomitarle. La nostra capacità di assorbimento è sempre più piccola. Pensavo agli rrs. Ci sono persone che passano intere giornate per creare template per il loro blog, per personalizzare i loro pensieri. Poi infiliamo gli rrs feed nell’aggregatore e cosa rimane? Nulla…righe di testo.
Una vita a bassa risoluzione.
Anche la passione si trasforma in tentativi di descrizione di qualcosa di già sentito. Copiamo sentimenti letti chissà dove.
Forse è giunto il momento di tornare a toccare le nostre vite.
Siccome sono incoerente e invidioso aprirò un account su Twitter.
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