Emma Dante è la più grande regista teatrale contemporanea. Punto. Il suo teatro, le sue regie, sono il dono più grande che mente umana possa regalare ai suoi simili. Il suo teatro è pulsazione continua, passione travolgente e emozioni profonde. Siamo al limite dell’opera d’arte. La sua Carmen, andata appena in scena alla scala di Milano, è testimonianza di questo. E di altro ancora. Cosa curiosa è che la diretta dell’evento è andata in onda in chiaro sui canali Sky. Non sul servizio pubblico Rai: questo è prova dell’incapacità dell’attuale Consiglio di amministrazione dell’azienda di pensare e costruire un servizio pubblico radiotelevisivo degno di questo nome. I gagliardi consiglieri preferiscono perdere il loro prezioso tempo, retribuito dai contribuenti, nell’esegesi di Monica Setta e del povero Michele Santoro. Quest’ultimo è un altro che del servizio pubblico se ne frega abbondantemente (con la scusa della libertà creativa e giornalistica) Tant’è. Torniamo invece a Emma Dante. Dopo la prima un simpatico vecchietto che risponde al nome di Franco Zeffirelli vomita il suo livore contro la regista della Carmen con queste parole: «È una donna irresponsabile, frutto di una cultura sbagliata, autrice di costumi brutti che non si vedono neppure in un teatro di provincia e coadiuvata da uno scenografo indegno (Richard Peduzzi). È uno scandalo che la Scala abbia fatto una simile porcata, con la presunzione di volere insegnare ai giovani cos'è l'opera» Amen. Ora chi è Franco Zeffirelli? È il regista più formale, inutilmente descrittivo e spaventosamente pedante che il cinema e il teatro italiano dona al suo pubblico. Assistere ad una regia di Franco Zeffirelli e come partecipare alla messa in scena di una dei manuali di Dino Audino Editore: catechesi cinematografica. Come non dimenticare quel capolavoro di superficialità cinematografica che è stato il “Gesù di Nazareth”? Oppure “Il Campione”, sceneggiatura che neppure il miglior Bruno Vespa poteva partorire. Invece la retorica culturale italiana si crocifigge attorno al maestro Zeffirelli e dissolve Emma Dante (tra l’altro è anche e soprattutto donna: orrore orrore!). Il simpaticissimo vecchietto (Franco Zeffirelli) qualche giorno fa non si è sottratto ad un’altra performance ad alto valore culturale: invitare una giornalista ad andare lentamente affanculo. Povero Zeffirelli, la sua infanzia è stata difficile: Wikipedia racconta - L'infanzia tribolata, dovuta al mancato riconoscimento paterno ed alla prematura scomparsa della madre, è stata in qualche modo equilibrata dall'affetto e dall'esempio ricevuti da Giorgio La Pira, suo istitutore ai tempi del collegio nel convento di San Marco a Firenze-. Tutto è chiaro? Forse qualche anno da un buon psicanalista ci avrebbe sottratti dalla vuota retorica del cinema di Zeffirelli. Forse qualche anno da un buon psicanalista avrebbe donato a Franco Zeffirelli una vecchiaia tranquilla e serena. E forse la prima della Carmen alla Scala di Milano, con la regia di Emma Dante, diventava patrimonio di tutti in prima serata su RaiUno.




