La campagna elettorale è nata sotto il segno del caos. E delle stupidità italica. Profonda e inutile come i coretti che cantavamo alle elementari la vigilia del 4 novembre. Il gagliardo Alfredo Milioni è il rappresentante nominato per acclamazione diretta dalla congrega nazionale degli inutili idioti. Le congetture strategiche che si affacciano sui giornali sono piccole falsità utilizzate per nascondere la semplice e stupefacente verità: il nostro eroe armato di faldoni zeppi di firme si è assentato per “annà a magnà”. La sacra ora del pranzo va officiata in ogni luogo o circostanza. Anche la rivoluzione elettorale può attendere, se il buco avanza si deve per forza otturare con carboidrati zeppi di trigliceridi assortiti. Lo spot ipernazionale della Fiesta Ferrero prende forma e vita e Alfredo Milioni si trasforma in testimonial perfetto. La televisione è realtà tridimensionale. Anche le nostre eroine che si contendono la presidenza della regine Lazio sono zuppe di affinità televisive. La ex sempregiovane Emma Bonino sembra la copia conforme di un qualsiasi palinsesto di RaiTre: fintamente nuovo e tragicamente sempre uguale a se stesso. Quasi una replicante di Serena Dandini: stessi testi, stessi ospiti, stessa regia, che si ripetono infinitamente per anni. Con il target-pubblico felice di ritrovarsi nell'elenco gioioso della propria solitudine condivisa. La Renata Polverini invece replica il palinsesto di una qualsiasi rete Mediaset. La neo sempregiovane è la novità che non si palesa mai. L’attesa che si sovrappone tra un blocco pubblicitario e l’altro. Sembra una creazione di Maurizio Costanzo centrifugata con la sicumera Endemol, il nuovo che è nuovo solo perché è annunciato come nuovo. Gli elettori del Lazio sono spettatori ebeti con i loro telecomandi senza pila sulle ginocchia, volutamente distratti per non vedere il grande vuoto che inghiotte le loro speranze di democrazia.




