Normalmente si considera il racconto della vita, di un’idea, di un sentimento oppure di una passione con il metro della quantità. Più è lungo, interminabile e immenso e più ci appare come vero, reale, condivisibile. Misuriamo la nostra vita esclusivamente sul volume del nostro vissuto e raramente sulla qualità. “Poco” ci sembra povero, il “breve” lo valutiamo come insignificante. Abbiamo perso il valore della grandezza dell’infinitamente piccolo, del momento come archetipo dell’intera vita. Pensate per un attimo alla televisione, memoria interminabile del quotidiano: lì il tempo si è allargato a dismisura, i racconti sono prolissi e sconfinati preamboli. I programmi sono affetti dal bulimico affanno del “tutto”, ingoia quante più storie possibili per non vomitarle mai; ci perdiamo sfiniti dentro format che sono il preambolo dell’eternità e galleggiamo nel vuoto, affamati di nulla. La televisione ci affoga nel suo personalissimo “tempo” e noi mimiamo tutte le vite disponibili: un menù senza termine dove non esiste la pietanza che cerchiamo da tutta la vita. Due labbra che si avvicinano non ci bastano per capire la potenza dell’amore. Esigiamo le biografie interminabili degli innamorati, la genealogia delle generazioni passate. Per comprendere il loro amore cerchiamo gli affanni di mille copule, ci trasformiamo in pesatori di liquidi corporali. E non ci basta mai, e non comprendiamo mai. Non comprendiamo più. Cosa contiene un secondo di vita? Quanto pesa l’attimo che c’è tra due sguardi? Forse non esiste risposta oramai data la nostra impossibilità di concepire il valore del tempo. Ma se avete voglia di ribellarvi al baccanale solitario che la dittatura culturale vi obbliga a seguire il video appena sotto può esservi d’aiuto. Almeno per comprendere che anche lo sfiorare per un attimo la mano della vostra perduta anima gemella racchiude tutto l’amore del mondo.
Seconds Of Beauty - 1st round compilation from The Beauty Of A Second on Vimeo.





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