La Spittle, etichetta indipendente toscana, lavora sulla catalogazione critica della new wave italiana: svolge l’operazione con metodo, dedizione e un buon fiuto per rintracciare nastri e storie dal periodo più fecondo della “cultura pop” della penisola. Certo, la storia della new wave italiana è stata complicata, difficile e avventurosa, ma negli archivi della memoria appaiono gioielli inattesi, suoni dimenticati ma attualissimi e una gran rabbia per tutto quello che ci siamo persi. Una storia complicata perché tipicamente italiana; con figli e figliastri, critici musicali che si fanno discografici e creano corsie preferenziali per alcuni, distributori che si fregano i guadagni delle poche copie vendute e organizzatori di concerti che poco prima si occupavano di brugole per officine meccaniche. Ma è stata una storia importante, una storia che prima o poi qualcuno deve raccontare in maniera obiettiva e senza padroncini da difendere. La Spittle ci prova con Crollo Nervoso: è un documentario low cost, realizzato da PierPaolo De Iulis, dove si comincia a tracciare un percorso nel complicato mondo degli anni a cavallo tra 70 e 80. In più con allegato un cd con tracce ricavate dalla cassette autoprodotte che sfrecciavo nel paese come “vere frecce rosse”. Tra i gruppi presenti anche gli Illogico.
Per chi viveva nella Roma post-79 gli Illogico erano la “cosa” più frenetica e poetica che mente umana potesse concepire. Un sestetto furioso e nervosissimo che muoveva il proprio suono attorno alle cinetiche parole di Tonino Amendola, che costruiva i suoi versi tra sax e microfono. Tonino Amendola era uno dei “Poeti sonori” più importanti del periodo e personalmente una delle figure più interessanti della cultura italiana di quel tempo. Gli Illogico costruivano il proprio suono attorno agli schizzi della No New York che giungevano fino a Roma. Un gruppo, che dal vivo, produceva un muro sonoro fatto di groove, ritmiche frenetiche e poesie urlate sottovoce. Ma siamo in Italia: gli Illogico non hanno mai inciso un disco. Verso la metà degli anni ottanta con Ado del Great Complotto di Pordenone volevo mettere in piedi la versione romana dello stato di Naon, il Complotto Romano. Preso uno studio di registrazione ficcai dentro quattro gruppi, tra cui gli Illogico. Il disco non si fece più, ma i nastri da qualche parte ci sono. E prima o poi li pubblico. Esclusivamente in vinile. In memoria degli Illogico, il gruppo più importante del panorama romano. Da sempre.
Illogico_Africani gemiti
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